Il mercato globale del beauty & personal care sta diventando sempre più competitivo. Caratterizzato da digitalizzazione, sostenibilità e fascia premium, attualmente ha un valore di 430 miliardi di euro, che varrà 550 miliardi nel 2020 , con una crescita annua del 5,8% entro il 2022. Questi sono alcuni dei dati emersi dall’analisi dei trend specifici per il settore beauty , presentata da Erika Andreetta, Consumer Markets Consulting Leader di PwC Italia, in occasione del terzo Pambianco Beauty Summit.

Il Beauty si rivolge principalmente a Millennial e Gen Z, consumatori digitalizzati e particolarmente attenti alla sostenibilità. Come spiega Erika Andreetta «Il digital ha avuto un effetto dirompente nel settore. È in rapido aumento l’utilizzo della diagnostica intelligente, ovvero servizi e device tech che guidano gli acquisti: in un futuro non troppo lontano realtà aumentata e intelligenza artificiale consentiranno assistenti personali nella scelta di skincare e makeup. Per questo i player del settore utilizzeranno attivamente tecnologie come Augmented Reality, Virtual Reality e voice per migliorare e personalizzare le esperienze di shopping online e stanno sviluppando app per facilitare il mobile commerce. Le iniziative di personalizzazione verranno implementate per consentire ai consumatori di prendere decisioni di acquisto online che siano migliori di quelle in negozio. Le app e le piattaforme web consiglieranno i consumatori sia tramite affidabili algoritmi computerizzati che tramite comunità virtuali, blogger e vlogger».

Negli ultimi 12 mesi, circa il 60% dei consumatori ha acquistato prodotti health & beauty online. «Sebbene gli store rimangano un canale vitale per la cosmesi (rappresentano l’80% del mercato), il panorama distributivo globale sta cambiando. In particolare, le vendite online sono quasi raddoppiate in valore assoluto dal 2013 al 2017 (da 17 miliardi a 33 miliardi di euro) e presentano un tasso di crescita superiore alla crescita delle vendite in store. Gli Amazon shopper o Alibaba nel mondo sono circa il 65% del campione, con picchi del 95% in Cina per le piattaforme JD/Tmall. Inoltre, l’e-commerce si svilupperà ulteriormente con la diffusione di piattaforme social “ibride” come come nuovi canali di vendita».

Quella della digital disruption  è una sfida che il settore beauty dovrà continuare ad affrontare, soprattutto per quando riguarda il mercato italiano. Oggi l’ e-commerce vale il 12,5% del giro d’affari totale, ovvero 28 miliardi di euro, ma il nostro Paese non è ancora propenso ad investire su questo canale, rimanendo legato a quelli tradizionali come gdo, profumerie o monomarca ed erboristerie. Il mercato online è completamente diverso rispetto a quello offline, basti pensare a come la digitalizzazione sia riuscita a cambiare il concetto dello stesso business sul web, introducendo modelli d’affari inesistenti nel mondo offline.