Dedichiamo questo articolo all’hooligan della moda, ad un personaggio eccentrico e malinconico allo stesso tempo, ma sicuramente geniale in ogni suo essere.

Alexander McQueen, eletto per quattro volte miglior designer inglese, il 17 Marzo di quest’anno avrebbe compiuto 50 anni. Le sue sfilate erano gli show più attesi di ogni stagione, perché momenti di teatro e spettacolo. “Non voglio pensare a nessuna forma, a nessuna referenza. Né foto né quadri che possano servire da ispirazione. Voglio creare il nuovo”[A.McQ].

Il nuovo riesce a rappresentarlo proprio ad ogni dèfilè, unendo artigianato, tecnologia e teatro. Esemplare è stata la sfilata di Alexander McQueen per la Paris Fashion Week, nel Marzo 2006. In quell’anno, sulla prima pagina del Daily Mirror, venne pubblicata una foto che ritraeva Kate Moss e il suo fidanzato di allora, Pete Doherty, sniffare cocaina. Questo episodio provocò l’abbandono della modella da parte dell’industria della moda. Lo stilista britannico fu l’unico a non voler rinunciare alla presenza della top model, tanto da utilizzare un suo ologramma come finale della sfilata autunno/inverno. Il “fantasma” di Kate Moss emerse da una nuvola di fumo, volteggiando e danzando nel vuoto coperto da fasce di tessuto bianco, divenendo piano piano più piccolo fino a risparire nella nube. Avvalendosi del cosiddetto Pepper & #8217; s Ghost, McQueen permise alla modella di partecipare, almeno virtualmente, alla sua sfilata e la rese nuovamente protagonista.

Pioniere della proiezione olografica nel mondo della moda, Alexander Mc Queen ottenne, anche in quell’occasione, il coinvolgimento e lo stupore del pubblico. Ed è proprio sulle sue scelte audaci e rivoluzionarie che applicava il suo genio, lanciando messaggi provocatori attraverso la moda, la visionarietà e la creatività.